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	<title>Il blog di Giuseppe Caforio</title>
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		<title>AFGHANISTAN:  VIA DALLA  GUERRA, SU QUESTE  MISSIONI SERVE UNA LEGGE QUADRO</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:39:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il decreto di proroga missioni l&#8217;Esecutivo dimostra di voler percorrere la strada senza uscita già imboccata dal precedente Governo. Dobbiamo ritirare quanto prima il nostro contingente dall&#8217;Afghanistan, siamo in guerra e il Ministro Di Paola non ha fatto altro che prorogare questo impegno bellico. La nostra presenza in Afghanistan continua ad essere frutto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/Afghanistan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-322" title="Afghanistan" src="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/Afghanistan-300x208.jpg" alt="" width="210" height="146" /></a>Con il decreto di proroga missioni l&#8217;Esecutivo dimostra di voler percorrere la strada senza uscita già imboccata dal precedente Governo. Dobbiamo ritirare quanto prima il nostro contingente dall&#8217;Afghanistan, siamo in guerra e il Ministro Di Paola non ha fatto altro che prorogare questo impegno bellico. La nostra presenza in Afghanistan continua ad essere frutto di improvvisazione, di un atteggiamento servile e della mancanza di una strategia lungimirante. E&#8217; inaccettabile mettere a rischio la vita dei nostri soldati per combattere una guerra contraria alla Costituzione, in un territorio governato dalla corruzione e in cui la produzione di droga è solo aumentata. Il Governo non può continuare a decidere sulle missioni a colpi di proroga, dal Ministro Di Paola pretendiamo chiarezza e trasparenza sugli interessi che ci sono dietro i nostri impegni all&#8217;estero e la nostra corsa agli armamenti. Votiamo contro la proroga missioni perché è ormai indispensabile una legge quadro che disciplini la nostra presenza sul piano internazionale.</p>
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		<title>Di Paola non dirige una caserma, decida il Parlamento su pirateria e Afghanistan</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:20:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il decreto di proroga missioni l&#8217;Esecutivo Monti conferma l&#8217;assoluta mancanza di discontinuità rispetto al precedente Governo. Il Ministro Di Paola non dirigere una caserma dove può impartire ordini a piacimento, voteremo contro il provvedimento e pretendiamo che venga restituita centralità al Parlamento. E&#8217; necessario disciplinare la nostra presenza all&#8217;estero con una legge quadro, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il decreto di proroga mis<a href="../wp-content/uploads/2012/02/giampaolo_di_paola1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-299" title="giampaolo_di_paola1" src="../wp-content/uploads/2012/02/giampaolo_di_paola1-300x187.jpg" alt="" width="240" height="150" /></a>sioni l&#8217;Esecutivo Monti conferma l&#8217;assoluta mancanza di discontinuità rispetto al precedente Governo. Il Ministro Di Paola non dirigere una caserma dove può impartire ordini a piacimento, voteremo contro il provvedimento e pretendiamo che venga restituita centralità al Parlamento. E&#8217; necessario disciplinare la nostra presenza all&#8217;estero con una legge quadro, non possiamo trattare il tema delle missioni internazionali a colpi di proroga. È un atteggiamento vergognoso, che fa il paio con l&#8217;art. 5 del provvedimento in cui sono stati furtivamente inseriti temi che meritavano una legislazione ad hoc e non possono essere liquidati con un decreto.<span id="more-298"></span> Da tempo chiediamo invano di discutere sull&#8217;utilizzo di guardie private e di rivedere le regole d&#8217;ingaggio per i militari sulle navi in funzione antipirateria, alla luce di quanto accaduto è doveroso che il Parlamento si occupi della sicurezza dei nostri soldati. Nelle sedi istituzionali si è parlato pochissimo di Afghanistan, mentre Di Paola si permette di dichiarare che la missione di guerra non terminerà nel 2013: se il Ministro della Difesa esprime gli interessi dei poteri forti, il Parlamento rappresenta i cittadini e deve esprimersi su un impegno contrario alla nostra Costituzione, per il quale paghiamo un prezzo ogni giorno più elevato. Bisogna rafforzare piuttosto le vere missioni di pace, di sviluppo e di cooperazione: ma Di Paola continua a fare orecchie da mercante, come sul finto ridimensionamento del modello Difesa&#8221;.</p>
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		<title>PESCATORI INDIANI, RITENGO CHE  IL GOVERNO DEBBA INTERVENIRE IN QUANTO I  MARO&#8217; NON RESPONSABILI</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 19:55:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La drammatica vicenda dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre desta forte preoccupazione ed impone un intervento risoluto da parte del Governo. È necessario utilizzare ogni strumento politico e diplomatico per risolvere la crisi, anche chiedendo in ultima istanza un arbitrato internazionale. La nave &#8216;Enrica Lexie&#8217;, battente bandiera italiana, si trovata in acque internazionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span><a href="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/india-nave-2581.jpg"><img class="size-full wp-image-290 alignleft" title="india-nave-258" src="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/india-nave-2581.jpg" alt="" width="181" height="181" /></a>La drammatica vicenda dei due marò <strong>Salvatore Girone</strong> e <strong>Massimiliano Latorre</strong> desta forte preoccupazione ed impone un intervento risoluto da parte del Governo. È necessario utilizzare ogni strumento politico e diplomatico per risolvere la crisi, anche chiedendo in ultima istanza un arbitrato internazionale. La nave <strong>&#8216;Enrica Lexie&#8217;</strong>, battente bandiera italiana, si trovata in acque internazionali e i marinai sono a tutti gli effetti organi dello Stato: quindi la giurisdizione spetta senza dubbio al nostro Paese, il Ministro Terzi deve rivendicarlo con forza. Ma è ancora tutta da dimostrare la correlazione tra l&#8217;episodio di pirateria sventato dai nostri militari e la morte dei due pescatori indiani. Piuttosto è necessario individuare le diverse responsabilità. I due fucilieri del Reggimento San Marco appartengono ad una unità altamente specializzata con precise regole di ingaggio: non possono aver deciso autonomamente di aprire il fuoco, essendo necessaria un&#8217;espressa autorizzazione, così come non è stata una loro idea portare la nave in porto. Pertanto la priorità dev&#8217;essere quella di far rientare i nostri soldati in Italia, ma in secondo luogo è evidente che nel decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali bisognerà rivedere le norme sull&#8217;utilizzo di personale militare, al servizio di imprese private, in funzione antipirateria.</span></p>
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		<title>AFGHANISTAN. CAFORIO (IDV): CORDOGLIO PER MILITARI, SICUREZZA SIA PRIORITARIA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:42:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esprimo profondo cordoglio per la tragica morte dei militari italiani impegnati nella difficile e rischiosa missione in Afghanistan. Partecipo con commozione al dolore delle famiglie dei tre giovani soldati ed esprimo solidarietà alle Forze armate, formulando l&#8217;auspicio di pronta guarigione al quarto ragazzo rimasto ferito. Per l&#8217;Italia dei Valori la sicurezza dei nostri militari deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/truppe-italiane-afghanistan2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-280" title="truppe-italiane-afghanistan2" src="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/truppe-italiane-afghanistan2-300x224.jpg" alt="" width="210" height="157" /></a>Esprimo profondo cordoglio per la tragica morte dei militari italiani impegnati nella difficile e rischiosa missione in Afghanistan. Partecipo con commozione al dolore delle famiglie dei tre giovani soldati ed esprimo solidarietà alle Forze armate, formulando l&#8217;auspicio di pronta guarigione al quarto ragazzo rimasto ferito. Per l&#8217;Italia dei Valori la sicurezza dei nostri militari deve essere considerata prioritaria ed è pertanto necessario garantire la massima tutela a chi ogni giorno fa il proprio dovere al servizio dello Stato.</p>
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		<title>DIFESA: DA DI PAOLA LUCI E OMBRE, NO A SHOPPING F-35</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:14:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di Paola non può realizzare una riforma strutturale penalizzando il personale delle Forze armate senza eliminare sprechi e squilibri insostenibili. Il modello proposto dal Ministro della Difesa presenta poche luci e troppe ombre, si parta dalla mozione che abbiamo presentato in Senato. Non si deve ridimensionare il modello Difesa, con la precarizzazione del personale o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: sans-serif; font-size: x-small;"><a href="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/di-paola.jpg"><img class="size-medium wp-image-274 alignright" title="di paola" src="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/di-paola-300x200.jpg" alt="" width="210" height="140" /></a>Di Paola non può realizzare una riforma strutturale penalizzando il personale delle Forze armate senza eliminare sprechi e squilibri insostenibili. Il modello proposto dal Ministro della Difesa presenta poche luci e troppe ombre, si parta dalla mozione che abbiamo presentato in Senato. Non si deve ridimensionare il modello Difesa, con la precarizzazione del personale o il ricorso alla mobilità verso altre amministrazioni, bisogna invece fermare lo shopping degli armamenti. Continuiamo a chiedere al Ministro Di Paola la rescissione del contratto per l&#8217;acquisto dei cacciabombardieri F-35, visti i gravi difetti che presentano e i costi del tutto insostenibili, specie in tempo di crisi. E&#8217; necessario disciplinare il nostro impegno nelle missioni internazionali con l&#8217;adozione di una legge quadro, che escluda la nostra partecipazione in veri e propri scenari di guerra.Occorre garantire l&#8217;operatività dello strumento militare eliminando distorsioni e inefficienze, per questo rilanciamo la proposta di un modello snello e funzionale per una Difesa comune a livello europeo.</span></p>
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		<title>Ridimensionamento Difesa (Rassegna Stampa 15 feb 2012)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:27:05 +0000</pubDate>
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		<title>DIFESA: &#8216;MODELLO&#8217; DI PAOLA NON SIA &#8216;F-35&#8242; ELIMINARE E NON AGGIUNGERE SQUILIBRI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 08:51:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;IdV ha già presentato in Senato una mozione per rivedere il modello Difesa. Auspichiamo che quello annunciato dal Ministro Di Paola non sia un &#8216;modello F-35&#8242;, come i famosi 131 cacciabombardieri: costosi, inutili e difettosi. Il rischio è che l&#8217;intervento annunciato si traduca nella precarizzazione del personale delle Forze armate, sacrificato per lasciare sostanzialmente intatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="../wp-content/uploads/2012/02/AIR_F-35B.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-265" title="AIR_F-35B" src="../wp-content/uploads/2012/02/AIR_F-35B-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>L&#8217;IdV ha già presentato in Senato una mozione per rivedere il modello Difesa. Auspichiamo che quello annunciato dal Ministro Di Paola non sia un &#8216;modello F-35&#8242;, come i famosi 131 cacciabombardieri: costosi, inutili e difettosi. Il rischio è che l&#8217;intervento annunciato si traduca nella precarizzazione del personale delle Forze armate, sacrificato per lasciare sostanzialmente intatti gli investimenti in armamenti e gli impegni nelle missioni all&#8217;estero. <span id="more-238"></span>È necessario cancellare subito l&#8217;acquisto dei caccia f-35 e abbandonare gli scenari di guerra al più presto senza pensare ad improponibili proroghe, per promuovere invece l&#8217;utilizzo di strumenti politici e diplomatici. Una riforma radicale deve riguardare poi l&#8217;insostenibile costo legato all&#8217;elevato numero degli alti gradi, bisogna eliminare i veri sprechi per garantire l&#8217;operatività del settore Difesa. Chiediamo al Governo di intervenire per eliminare gli squilibri strutturali esistenti e non per aggiungerne di più gravi attraverso tagli lineari.</p>
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		<title>DIFESA, CONSIGLIO SUPREMO TROPPO VAGO, PASSARE AI FATTI</title>
		<link>http://www.giuseppecaforio.com/2012/02/09/difesa-caforio-idv-consiglio-supremo-troppo-vago-passare-ai-fatti/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:47:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Le questioni poste dal Consiglio Supremo di Difesa sono condivisibili ma ancora troppo vaghe e generiche, peraltro le soluzioni sono già contenute nella mozione a mia prima firma presentata in Senato alla vigilia dell&#8217;insediamento dell&#8217;Esecutivo Monti. Ora  è tempo di passare dalle dichiarazioni di intenti ai fatti, presenteremo due ordini del giorno per impegnare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: sans-serif; font-size: x-small;"><a href="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/fucilieri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-263" title="fucilieri" src="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/fucilieri-300x214.jpg" alt="" width="210" height="150" /></a>“Le questioni poste dal Consiglio Supremo di Difesa sono condivisibili ma ancora troppo vaghe e generiche, peraltro le soluzioni sono già contenute nella mozione a mia prima firma presentata in Senato alla vigilia dell&#8217;insediamento dell&#8217;Esecutivo Monti. Ora  è tempo di passare dalle dichiarazioni di intenti ai fatti, presenteremo due ordini del giorno per impegnare il Governo a riformare concretamente il sistema Difesa superando le tante disfunzioni&#8221;. Lo dichiara Giuseppe Caforio, Capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Difesa. <span id="more-259"></span>“Di fronte ad una crisi tanto drammatica &#8211; aggiunge &#8211; è necessario intervenire subito con misure rigorose nel rispetto dell’efficacia del comparto Difesa. Chiediamo al Governo di impegnarsi ad evitare tagli indiscriminati sul personale e ad eliminare piuttosto sprechi e inefficienze, per un modello basato sulla professionalità e non sulla precarietà delle Forze armate, nel quadro dell’ambizioso programma europeo di Difesa. Gli squilibri strutturali esistenti sono insopportabili: è necessario ridimensionare fortemente l’acquisto degli armamenti, fermando lo shopping militare, e ridurre il numero di alti graduati. Al Ministro Di Paola ribadiremo le nostre proposte, nero su bianco: se vuole applicare le determinazioni del Consiglio Supremo di Difesa &#8211; conclude Caforio &#8211; non deve fare altro che sostenere l&#8217;approvazione della nostra mozione e dei nostri ordini del giorno&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sono soldi anche nostri&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppecaforio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che l&#8217;attività di ricerca sia importante, che il nostro Paese non investa abbastanza per sostenerla sono dati di fatto. Ma assistere, come ho avuto modo di fare ieri in Commissione di Inchiesta Uranio Impoverito con l&#8217;audizione del Prof. Tomei, ad un uso clientelare dei pochi fondi a disposizione, mi INDIGNA. Il lavoro della Commissione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/uranio1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-252" title="uranio" src="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/uranio1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Che l&#8217;attività di ricerca sia importante, che il nostro Paese non investa abbastanza per sostenerla sono dati di fatto. Ma assistere, come ho avuto modo di fare ieri in Commissione di Inchiesta Uranio Impoverito con l&#8217;audizione del Prof. Tomei, ad un uso clientelare dei pochi fondi a disposizione, mi INDIGNA.</p>
<p>Il lavoro della Commissione di Inchiesta mi appassiona. Abbiamo chiaro il nostro obiettivo e cerchiamo di perseguirlo con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Vogliamo da un lato evitare che chi in futuro deciderà di dedicare la sua vita alla patria, in difesa dei nostri principi fondamentali, rischi di incorrere in gravissime malattie professionali e dall&#8217;altro che lo Stato riconosca, a quanti hanno pagato il proprio impegno con la vita, un giusto indennizzo.<span id="more-249"></span></p>
<p>Nel cercare di raggiungere i nostri obiettivi abbiamo portato alla luce tante, troppe, vicende che ci hanno indignato ed amareggiato. Ieri, in Commissione, l&#8217;ennesimo episodio. Il Dott. Tomei, audito, ha ottenuto dei fondi, per l&#8217;esattezza 79.000 euro per il primo anno di ricerca, da parte del Comitato per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (istituito presso il Ministero della Difesa). Gli obiettivi del progetto, dal titolo &#8220;esposizione a radon nei dipendenti dell&#8217;Amministrazione della Difesa ed effetti sulla salute&#8221;, screditano lo stesso e quindi anche l&#8217;operato del Comitato. Tra gli obiettivi indicati, infatti, al primo punto, compare l&#8217;analisi della letteratura scientifica e della normativa. Un tale lavoro, oltre ad essere stato in parte già compiuto, richiederebbe, per essere concluso, un quantitativo di tempo senz&#8217;altro superiore a quello assegnato per l&#8217;attuazione del progetto. Desta perplessità anche il secondo punto del progetto, quello relativo all&#8217;identificazione dei lavoratori esposti nelle Forze Armate!! E su quali basi il Prof. Tomei ha ottenuto i finanziamenti per il progetto se non è stato nemmeno in grado, in partenza, di indicare quale soggetto, quale categoria di lavoratori delle Forze Armate, sarebbe stato oggetto di studio? Non è un passaggio che andrebbe svolto preliminarmente?</p>
<p>Ad un anno dall&#8217;avvio del progetto, il Professore non ha saputo ancora indicare né quale fosse la coorte e quindi i lavoratori più esposti al rischio radon da sottoporre a controlli, nè il motivo secondo il quale i dipendenti dell&#8217;amministrazione della Difesa siano più a rischio rispetto a tutti noi, cittadini e lavoratori.</p>
<p>Il problema, come al solito, è rappresentato dalla logica che induce il Comitato per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie ad assegnare determinati fondi e dall&#8217;enorme discrezionalità di cui quest&#8217;organismo gode.</p>
<p>Audiremo nuovamente i componenti  del CPCM, cercheremo di contingentare i danni, eviteremo che per i prossimi due anni i rifinanziamenti possano essere così generosi e privi di riscontri scientifici.</p>
<p>È questo il Paese che vogliamo? Il Paese che, nemmeno di fronte ai numerosissimi casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano, non premia il merito e non favorisce la ricerca seria, continuando, bensì, a rispondere sempre alle solite logiche clientelari.</p>
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		<title>“Il depuratore di Carovigno non può essere a danno di Torre Guaceto.”</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppecaforio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con una interrogazione al Ministro dell&#8217;Ambiente sono entrato  nel merito della questione depuratore di Carovigno che potrebbe arrecare danno  alla zona umida di Torre Guaceto un&#8217;area marina protetta che è un tesoro di biodiversità per la Puglia e per tutto il Mediterraneo. I rischi, in caso di attivazione dell&#8217;impianto di Depurazione sopra citato, sono molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con una int<a href="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/10_torre_guaceto_g_1171377592583.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-244" style="margin: 2px;" title="10_torre_guaceto_g_1171377592583" src="http://www.giuseppecaforio.com/wp-content/uploads/2012/02/10_torre_guaceto_g_1171377592583.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a>errogazione al Ministro dell&#8217;Ambiente sono entrato  nel merito della questione depuratore di Carovigno che potrebbe arrecare danno  alla zona umida di <strong>Torre Guaceto</strong> un&#8217;area marina protetta che è un tesoro di biodiversità per la Puglia e per tutto il Mediterraneo. I rischi, in caso di attivazione dell&#8217;impianto di Depurazione sopra citato, sono molto alti. È previsto, infatti, lo scarico in mare di circa 3.000 metri cubi al giorno di acqua dolce depurata, ricca di materiale organico sospeso che inevitabilmente avrà notevoli conseguenze ecologiche, provocando una variazione locale della salinità e la scarsa motilità delle acque della laguna.<br />
Non si sa inoltre se, sia per il breve che per il medio &#8211; lungo periodo, siano allo studio soluzioni per la mitigazione dei danni direttamente derivabili in caso di malfunzionamento del suddetto impianto di depurazione. Inoltre, l&#8217;Acquedotto Pubblico Pugliese prevede un periodo di tempo dall&#8217;attivazione dello scarico, quantificato in 120 giorni, per la messa a regime dei processi depurativi. Ciò significa che, necessariamente, nei primi mesi si verificherà lo scarico nella Zona A di acque non sufficientemente depurate, con conseguenti ingenti danni, non solo ambientali ma anche economici. In riferimento a questo secondo aspetto, a pagare maggiormente le conseguenze sull&#8217;ecosistema sarebbero i pescatori, che vedrebbero fortemente ridotte le proprie rendite a causa dei danni che subirebbero le specie ittiche di valore commerciale, nonché gli operatori del settore turistico dell&#8217;intero territorio provinciale.<span id="more-242"></span><br />
Sconcertante che la Regione Puglia e la Provincia di Brindisi, di fronte ai pareri negativi del Consorzio di Torre Guaceto, del Ministero dell&#8217;Ambiente, dell&#8217;Arpa Puglia, della Capitaneria di Porto e nonostante l&#8217;attività di scarico rappresenti una palese violazione della legge istitutiva di Torre Guaceto di cui in premessa, continuano a portare avanti il progetto. A tal proposito, è stata lanciata, nel Salento, in special modo nell&#8217;ambito dell&#8217;hinterland brindisino, una raccolta firme per opporsi alla distruzione di Torre Guaceto.<br />
C’è da dire che già nel maggio 2011 l&#8217;Unione Europea, attraverso la procedura di infrazione n. 3272 &#8211; 2011, invitava l&#8217;Italia a porre immediatamente fine alla sistematica violazione della direttiva CEE 91/271, recepita con Legge 30 maggio 1991, n. 135 e concernente il trattamento delle acque reflue urbane, nell&#8217;ambito dell&#8217;attività di scarico delle acque di depurazione realizzata dagli impianti siti nei comuni di Latiano, Mesagne e Francavilla Fontana, proprio all&#8217;interno di Torre Guaceto. In luogo di rispondere positivamente alle istituzioni comunitarie, otto mesi dopo, anziché procedere con urgenza alla soluzione del problema anche per i comuni di cui sopra si è invece pensato bene di prevedere la possibilità di scarico per altri comuni, tra questi Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino.<br />
La legge quadro, inoltre, sulle aree protette, la n. 394/1991 stabilisce il divieto di ogni forma di discarica di rifiuti solidi e liquidi all&#8217;interno delle aree marine protette. Tale attività è, infatti, ritenuta capace di compromettere la tutela delle caratteristiche dell&#8217;ambiente oggetto della protezione, nonché le finalità per le quali la stessa area protetta è stata istituita.<br />
Nella interrogazione chiedo di sapere quali azioni  concrete intenda porre in essere il Ministro dell’ambiente, per quanto di propria competenza, per evitare che si realizzi l&#8217;ennesimo scempio ambientale ai danni della Puglia, in particolar modo del territorio brindisino, già ampiamente violentato in passato da scelte politiche, a giudizio dell&#8217;interrogante a dir poco discutibili, che ne hanno irrimediabilmente minato la propria bellezza e fruibilità turistica, se e quali iniziative intenda porre in essere lo stesso Ministro per rilanciare un confronto serio e costruttivo tra Stato, Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Arpa Puglia e popolazione locale al fine di individuare soluzioni alternative che consentano la messa in funzione dell&#8217;impianto di Depurazione di Carovigno, nel rispetto delle peculiarità ambientali dell&#8217;Oasi di Guaceto.</p>
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